PROGETTO
“Diverso da chi?
Dialoghi sulla disabilità, sull’omofobia e sui razzismi”

 

DESTINATARI

Studenti di scuola secondaria di secondo grado di Torino e provincia.

 

PRESENTAZIONE

Nel momento in cui pronunciamo le parole “Io” e “Noi” facciamo implicitamente riferimento all’Altro, al diverso da sé. La diversità è parte integrante della propria identità, e per sapere “chi sono io” è necessario confrontarsi con l’altro.  Eppure a volte, a livello sociale ed educativo, si cerca di annullare la "diversità" che ci rende tutti così meravigliosamente unici, si tende a creare universi omologati, comunità di simili dove il singolo si deve identificare con il gruppo e la pluralità dei soggetti non sempre viene rispettata. Così l' "alterità" e la "diversità" vengono attribuite non a ciascun individuo in quanto essere differente da un altro, ma solo ad alcuni che presentano "particolari caratteristiche" che li rendono dissimili rispetto all'omologazione del gruppo. Ed è proprio per questo che la presenza del "diverso", in particolare in un contesto sociale e scolastico centrato sull’efficienza e sulla competizione, genera conflitti, mette in crisi il normale funzionamento del sistema e condiziona negativamente la formazione e la crescita dei singoli, tanto più se si tratta di adolescenti.

A causa di profondi  pregiudizi e stereotipi radicati nel singolo e nelle comunità, la "diversità" viene allora vista in chiave esclusivamente negativa, come "minaccia" della propria identità, e per questo la presenza del "diverso" genera frequentemente sentimenti di paura, ansia, sospetto. Invece di percepire la "differenza" come un "valore", una "risorsa", un "diritto", si tende a prendere le distanze dalle persone disabili, dagli omosessuali e dagli immigrati perché troppo diversi da noi, e ciò impedisce di cogliere la ricchezza e le opportunità di crescita che l’incontro con il diverso potrebbe riservare.

La nuova pedagogia della differenza invita a combattere pregiudizi e stereotipi di matrice familiare, ambientale e sociale attraverso interventi mirati diretti a scoprire la ricchezza della diversità in tutte le sue forme. Si tratta di un nuovo paradigma educativo che insegna a pensare in maniera critica, creativa e valoriale, che mira a costruire una nuova cultura dell’accoglienza del diverso da sé, a partire dalle giovani generazioni.

METODOLOGIA DIDATTICA

Il progetto prevede un incontro di due ore con ogni gruppo-classe, nel corso del quale verranno proposte delle riflessioni filosofiche sui concetti di identità e diversità, esplorati in tutte le sue forme. Non si tratta di una lezione frontale in cui il filosofo parla e gli adolescenti ascoltano ma, attraverso i metodi didattici delle Pratiche Filosofiche, sono previsti momenti interattivi e di dialogo argomentativo e regolamentato.

Principali argomenti trattati:

- identità, diversità e riconoscimento dell’altro da sé: brevi cenni storico-filosofici;

- la lotta a pregiudizi e stereotipi attraverso percorsi di decentramento della propria visione del mondo;

- disabilità, omosessualità e razzismo culturale nella società postmoderna;

- la diversità e le “passioni tristi”: cenni di intelligenza emotiva.

MODALITA’ OPERATIVA

Gli incontri avranno luogo presso le aule degli Istituti che ne faranno richiesta. C’è la possibilità di accorpare più classi qualora siano poco numerose. E’ previsto un incontro preliminare con gli insegnati per la presentazione del progetto. Al termine verrà stilata una relazione dettagliata contenente le riflessioni generate dagli adolescenti a proposito dei diversi argomenti trattati.

 

COSTI

Il corso è gratuito per le scuole. E’ finanziato dalla Federazione Malattie Rare Infantili Onlus.

IN AULA

Dr Luca Nave ed equipe Spazio Filosofante

IN COLLABORAZIONE CON:

Centro Servizi Didattici del Comune Metropolitano di Torino

Federazione Malattie Rare Infantili Onlus

CON IL PATROCINIO DI:

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Scientifica

Ufficio Scolastico Regionale 

Piemonte

ADESIONI

Le adesioni dovranno pervenire tramite apposita scheda al Ce.Se.Di.

via G. Ferrari n. 1 – 10124 Torino,

oppure inoltrate via fax al

n. 011.8614494.

 

REFERENTE

Patrizia ENRICCI BAION

Tel. 011.861.3617

Fax 011.861.4494

e-mail: patrizia.enricci@cittametropolitana.torino.it

http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ifp/cesedi

Per informazioni

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